BACKUP
Affidabilità, consistenza, rapidità di ripristino dei dati
Backup: l’ultima ancora di salvezza.

Quando tutto il resto fallisce l’ultima speranza di ripristino sono sempre i backup. Al di là di far parte di qualsiasi strategia di disaster recovery, i backup da sempre dovrebbero dare la possibilità di tornare in un punto funzionante e consistente del passato. Le parole chiave, quando ci si riferisce ai backup sono: affidabilità, consistenza, rapidità.

Affidabilità

Le statistiche dicono che il 23% dei restore dopo un evento catastrofico, non sono stati in grado di recuperare alcun dato. Il 75% dei restore invece hanno portato ad un ripristino parziale, e solo il 2% è stato completato con un successo totale. Qual’è il trucco per rientrare in quel fortunato 2%? Effettuare periodicamente dei test di ripristino, o avere in essere un sistema che lo faccia in automatico al posto nostro, ed archiviare i backup in più posizioni diverse, di cui magari una nel cloud. Fare i backup è sempre facile. Sono i restore la parte complicata.

Consistenza

I sistemi informativi sono sempre più costituiti da sistemi autonomi legati tra di loro tramite scambi automatizzati di informazioni. Risulta evidente che se salvo i dati del sistema A in un momento, ed i dati del sistema B in un momento diverso, potrei trovarmi di fronte a dei dati inconsistenti. Ad esempio potrebbero risultare evasi degli ordini, ma non aggiornate le relative giacenze di magazzino. Un sistema di backup efficiente si preoccupa di creare dei gruppi di consistenza, dove tutte le macchine appartenenti allo stesso gruppo vengono fotografate e salvate contemporaneamente.

Rapidità

Riassunta in RPO (recovery point objective) e RTO (recovery time objective) rispondono a due domande molto importanti: quanti dati abbiamo perso? Quanto ci mettiamo a tornare operativi?

321… 312… 323 STRATEGY!


La strategia di backup 321 è considerata da tempo una garanzia di affidabilità e sicurezza. Si tratta del principio che per essere ragionevolmente sicuri servono tre copie del dato, su almeno due tipologie di supporti diverse, di cui una deve essere al di fuori dall’azienda. Questa strategia di salvataggio dei dati garantisce l’affidabile velocità di recupero dei dati localmente e, in caso di disastro o sabotaggio, una copia esterna protetta su cui poter fare affidamento, anche se con tempi di ripristino più lunghi. Col passare del tempo sono state pensate altre strategie, tipo la 312, con solo una copia locale e due nel cloud, o la 323, con copie multiple. Aumentando il numero di copie aumenta la sicurezza ma, linearmente, anche i costi.

CBT: CHANGED BLOCK TRACKING


E’ una tecnologia non più nuova ma fondamentale per il ripristino rapido di macchine virtuali. Il suo utilizzo fa in modo che debbano essere ripristinati solo i blocchi disco cambiati, riducendo in maniera considerevole la mole di dati da ripristinare e di conseguenza i tempi di attesa.

INDICIZZAZIONE


A volte non si vuole recuperare un intero server, ma magari solo un file, di cui però non si ricorda la posizione ma solo il nome. In questi casi è opportuno appoggiarsi ad un sistema di backup che possa assisterci nella ricerca del file perduto, attraverso un suo catalogo interno. L’indicizzazione allunga i tempi di backup, ma accorcia quelli di ripristino.

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